Tic tac Tic tac

costruzioni Tic tac tic tac, l’orologio segnava le tre, e come ogni pomeriggio il piccolo Tommaso giocava seduto sul tappeto con le sue costruzioni, anzi no forse erano lego. Tra poco sarà l’ora della merenda e come ogni giorno zia Lia gli aveva preparato pane, nutella e succo d’arancia che avrebbe rigorosamente consumato davanti alla tv guardando la “Melevisione” con tutti i suoi personaggi bizzarri che ancora oggi ricorda alla perfezione. Aveva cinque anni o poco più Tommaso, e quel giorno, quegli attimi di ordinaria routine se li sarebbe ricordati per tutta la vita. Dopo la merenda quasi sistematicamente squillava il telefono di casa, era nonna Teresa che chiamava per assicurarsi che tutto andava bene, per sapere se era andato all’asilo, se aveva pranzato..insomma per sapere tutte quelle cose che le nonne premurose vogliono sapere. La telefonata avveniva secondo un rito particolare: tre squilli che Tommi contava con le sue piccole dita affusolate, zia Lia che senza alzare gli occhi dalla tovaglia di lino che stava ricamando da non si era capito bene quanti anni, gli ordinava di non correre, e poi finalmente urlava alla cornetta del telefono un ”Ciao Nonnaaaaa”e lei rispondeva “Ciao belloooo,come stai? Sei andato all’asilo?”. Quel giorno nonna Teresa al fatidico “Ciao Nonna” rispose con un “Tommaso passami zia Lia, presto!”. Da qui in avanti i ricordi iniziano ad essere confusi e molto vaghi. Tommi scoprì soltanto ventisette giorni dopo cosa quel giorno,che per lui continuò ad essere normale e statico, fosse realmente accaduto. Certo si era chiesto come mai quella sera mamma non era ancora tornata dal lavoro, però era così impegnato con le sue costruzioni che non fece molte storie e non diede peso alla cosa, e quando poi zio Roberto gli spiegò,rassicurandolo, che era fuori per uno dei suoi viaggi di lavoro tutto gli sembrò normale. Anche se non riusciva a capire come mai tutti avessero sempre sorrisi appannati, occhi velati e nessuno aveva mai voglia di guardare la televisione, anzi non la si poteva proprio accendere, dicevano che si era rotta, ma lui in realtà si era accorto che c’erano i fili staccati e per questo che non funzionava. L’arduo compito spettò a zia Lia, dopo l’ennesima telefonata che Tommi aveva fatto a mamma senza mai ottenere una risposta perché il cellulare era sempre staccato. Esordì con un “Vedi amore di zia c’è una cosa che voglio dirti, ma tu devi promettere di essere forte”. Tommi la guardò con gli occhi sbarrati e fece un cenno con la testa come per annuire e zia Lia continuò “Sai mamma..mamma non risponde perché non può, non può più. E’ in cielo”. A queste parole il piccolino impietrì e scoppiò in un pianto pieno di consapevolezza. Le uniche parole che riuscì a dire furono “ E’ andata via senza neanche darmi un bacio!”

Tic tac tic tac l’orologio segna ancora le tre, e come ogni pomeriggio Tommaso prepara la merenda ai suoi bambini, e senza dire una parola ogni giorno alle tre ripensa a quel bacio, a quell’ultimo bacio che il destino infame gli aveva negato.
Desdemona

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"Oh, guardatevi dalla gelosia, mio signore. È un mostro dagli occhi verdi che dileggia il cibo di cui si nutre. Beato vive quel cornuto il quale, conscio della sua sorte, non ama la donna che lo tradisce: ma oh, come conta i minuti della sua dannazione chi ama e sospetta; sospetta e si strugge d'amore!"-Shakespeare,Otello,atto III,scena III Desdemona, dal greco "destino avverso" Venne uccisa da Otello a causa di un impeto di gelosia inesistente.

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