Ricomincio da Tre

3 panda Chiudo gli occhi, mi scosto un passo. Sono altro. Sono altrove.                                                              Era questo ormai il mio stato d’animo da sei mesi a questa parte, era l’altrove. Era la sensazione più bella del mondo. Eravamo solo noi, eternamente nostre. Era diventata la mia frase preferita. Mi risuonava nella mente in ogni istante e mi faceva stare bene. Oramai era diventata la mia certezza. Era bello sentirsi parte di qualcosa, un qualcosa a cui non avevo ancora trovato l’esatta definizione, forse perché non era arrivato il momento giusto o forse semplicemente perché noi eravamo così esattamente per questo. Una bionda, occhi verdi cangianti come il mare d’estate sulla costa viola, e con un sorriso così potente da mettere il mondo in ginocchio, l’altra aveva i capelli neri come le notti d’estate stellate trascorse con gli amici in riva al mare, aveva l’aria di una forte e dura, e solo dopo aver trivellato la sua corazza mi resi conto che era così debole da cadere al solo tocco d’un dito. Era proprio questo che adoravo di lei, la sua tenerezza velata che non tutti vedevano o che forse   aveva mostrato solo a noi. Entrambe avevano lo sguardo fiero di chi non molla mai, di chi mette passione ed ama tutto ciò che fa. Di chi fa diventare bello tutto quello che tocca. Erano un’esplosione di emozioni. Poi c’ero io, io senza una descrizione definita, io e la mia ironia ed autoironia, la mia arma e la mia difesa preferita, un’arma a doppio taglio insomma. Io con le mie insicurezze ed incertezze, io e la mia banalità, io che ero solo per loro. Dicono che il tre sia il numero perfetto: i tre moschettieri, la trinità, le tre grazie, i tre porcellini. C’è chi definisce perfetto ciò che è completo, ciò che contiene tutte le parti necessarie; ciò che è così buono che niente di simile potrebbe essere migliore; io credo che una cosa sia perfetta solo quando ha raggiunto il suo scopo. Qualcuno mi ha insegnato che non siamo solo semplici personaggi, siamo storie, ci fermiamo all’idea di essere un personaggio impegnato in chissà quale avventura, anche semplicissima, ma quello che dovremmo capire è che noi siamo storie. Siamo il bosco dove qualcuno cammina, il cattivo che lo frega, il casino che c’è attorno, tutta la gente che passa, il colore delle cose, i rumori. Ecco. Il nostro scopo era stato raggiunto, noi insieme eravamo la storia. Eravamo la perfetta descrizione di un momento, il passaggio di un attimo assaporato fino in fondo ma che forse  non rivivremo mai più.                                                                                                                                                                                                 Desdemona

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"Oh, guardatevi dalla gelosia, mio signore. È un mostro dagli occhi verdi che dileggia il cibo di cui si nutre. Beato vive quel cornuto il quale, conscio della sua sorte, non ama la donna che lo tradisce: ma oh, come conta i minuti della sua dannazione chi ama e sospetta; sospetta e si strugge d'amore!"-Shakespeare,Otello,atto III,scena III Desdemona, dal greco "destino avverso" Venne uccisa da Otello a causa di un impeto di gelosia inesistente.

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