Ricordo rosso

incenso-rossoLa meta era la cima della montagna. Partimmo insieme per poi bloccarci per strada, i soliti problemi con la macchina. Arrivammo in qualche modo  lo stesso in cima. C’era una festa; molte persone erano sparse in una piazza in cemento rialzata, che faceva da cima all’intera montagna. C’era lei su quel rialzo, accompagnata dalle persone a me più care. Stavo percorrendo l’ultimo tratto della salita per raggiungerla, quando dal centro della strada, che portava proprio in quella piazza, si aprì una crepa enorme. Iniziò ad uscire acqua che inesorabile scorreva giù verso di me. Non ci mise molto ad aumentare il flusso ed a colorarsi  mista al fango. Non vedevo il colore ma sapevo fosse fango. Mi venne tutto incontro, ma cercai di rimanere in piedi, anche se  il flusso aumentava sempre di più. Dovevo raggiungerla … non volevo lasciarla sola. Arrivai quasi alla crepa quando questa diventò un’enorme voragine. Inghiottì tutto, compresa lei insieme a tutto e tutti. Non risparmiò nessuno, tranne me. Feci il possibile per allungarle la mano. Riuscii ad afferrare il lembo di  una maglia che lei teneva per mano, ma questo non bastò a salvarla. La mollò dicendomi di conservarla. Pochi istanti dopo la voragine si richiuse sotto i miei stessi piedi,  ormai sazia di tutto, lasciandomi con la maglia in mano, con un enorme vuoto dentro e con la sensazione di uno strano senso di perdita. Mi svegliai. L’assordante rumore del mio cuore che  correva furioso dentro il petto fu la mia prima percezione del reale. Era un sogno. Quel senso di perdita si trasformò in paura, già pochi istanti dopo aver aperto gli occhi. Fu un caos di emozioni contrastanti. Cercai di calmarmi. Non entrava luce dalla finestra, era ancora presto per alzarsi. Richiusi gli occhi ma subito immagini di quel sogno ricomparivano come fossero un ricordo reale. Mi dovetti alzare, quella maglia rimasta tra le mani… anzi lasciatami nelle mani fu per me un immagine molto forte. La domanda che mi continuava a girava in testa era perché?! Cercavo un motivo. Era solo un sogno ma quel gesto  mi tornò in mente diverse volte per alcuni giorni. Ci pensai molto. Per molti anni la pensai, pensavo ai nostri occhi, che si erano incontrati per l’ultima volta ed a quella maglia, non riuscivo a staccarmi ne emozionalmente ne emotivamente da lei, e dopo averla rivista in sogno mi era rimasta solo una riminiscenza appannata di una maglia rossa. Un ricordo, ecco cosa era. Questo avrò per il resto della vita.

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"Oh, guardatevi dalla gelosia, mio signore. È un mostro dagli occhi verdi che dileggia il cibo di cui si nutre. Beato vive quel cornuto il quale, conscio della sua sorte, non ama la donna che lo tradisce: ma oh, come conta i minuti della sua dannazione chi ama e sospetta; sospetta e si strugge d'amore!"-Shakespeare,Otello,atto III,scena III Desdemona, dal greco "destino avverso" Venne uccisa da Otello a causa di un impeto di gelosia inesistente.

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