Il momento

scultura donna Diede l’ultima levigata come se togliesse una briciola dal maglione e finalmente molti giorni di lavoro diedero una gratificante ricompensa, la statua era pronta. Sorgeva imponente davanti allo scultore che l’ammirava con ancora in mano gli attrezzi che l’avevano generata da un rude blocco squadrato, incantato per quanto fosse uguale a quel sentimento che aveva dentro. Ci mise solo qualche settimana a finirla e per la complessità della statua stessa era davvero poco. Ci lavorò anche qualche notte, in preda all’euforia di quell’emozione da cui era nata. Era ancora lì, immobile, quando suonò il campanello, non lo sentì. Ammirare un attimo raffigurato materialmente non richiedeva l’udito, gli attimi sono sempre silenziosi e spesso lenti.
Un’ombra oscurò parte del suo lavoro, c’era qualcuno dietro di lui davanti al faretto che usava per illuminare; si girò. La sua migliore amica era li a osservarli entrambi, spostava gli occhi da uno all’altro con aria meravigliata. Sapeva che lei aveva le chiavi, era molto più di una semplice amica. L’aveva chiamato molte volte durante la settimana ma figuriamoci se avrebbe sentito il telefono con tutto quello che aveva in testa. Si guardarono dritti negli occhi per diversi secondi prima che qualcuno parlasse: erano entrambi rapiti dall’elegante spirale ipnotica di quel capolavoro.

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"Oh, guardatevi dalla gelosia, mio signore. È un mostro dagli occhi verdi che dileggia il cibo di cui si nutre. Beato vive quel cornuto il quale, conscio della sua sorte, non ama la donna che lo tradisce: ma oh, come conta i minuti della sua dannazione chi ama e sospetta; sospetta e si strugge d'amore!"-Shakespeare,Otello,atto III,scena III Desdemona, dal greco "destino avverso" Venne uccisa da Otello a causa di un impeto di gelosia inesistente.

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