Due come noi

due come noi

© Sara Bonfiglio

Perché con le cose belle a volte è così, non puoi dire niente, puoi solo rimanere li a guardarle, a consumarle.. come faceva la mia nonna con le lenzuola che ogni domenica mattina portava al fiume per lavare sulle pietre corrose dal sole. E così stavamo a guardarci, ci guardavamo senza dire niente, in silenzio, e forse un po’ per caso ci ritrovammo per terra a cercare quel fermaglio che pochi minuti prima avvolgeva i miei capelli, ma in realtà eravamo li a cercare il modo di sfiorarci, anche per sbaglio anche per un solo istante. Tutto intorno era perfetto,tutto era al suo posto, non c’era una ragione neanche a cercarla per non baciarsi. Poi quel maledetto fermaglio gli capitò tra le dita. E non avemmo il coraggio di prenderci le mani e amarci, perché due come noi non potevano provare amore. Con lo sguardo,con gli occhi avevamo fatto l’amore mille volte. Due come noi, troppo diversi e troppo uguali per amarsi. Poi la notte quando nessuno ci vedeva restavamo li ad accarezzarci con le parole, fino a quando ne avevamo le forze, ad abbracciarci per sentirci interi, per bruciare i pensieri, per tenere su a forza lo specchio delle parole, seppure troppo amare per essere ascoltate.
Desdemona

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"Oh, guardatevi dalla gelosia, mio signore. È un mostro dagli occhi verdi che dileggia il cibo di cui si nutre. Beato vive quel cornuto il quale, conscio della sua sorte, non ama la donna che lo tradisce: ma oh, come conta i minuti della sua dannazione chi ama e sospetta; sospetta e si strugge d'amore!"-Shakespeare,Otello,atto III,scena III Desdemona, dal greco "destino avverso" Venne uccisa da Otello a causa di un impeto di gelosia inesistente.

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